IL RUOLO DEL PEDIATRA. Quali sono i suoi compiti? Come deve essere il rapporto con i genitori?

Bravo. Il pediatra per il proprio figlio dev’essere senz’altro bravo. E a seconda delle diverse esigenze ciò può significare che sia esperto, autorevole, simpatico, cortese, comprensivo. Tutti i genitori desiderano che sia disponibile, sempre dedito a messaggi e whatsapp. Tempo da dedicare al bambino e alla sua mamma e ai vari dubbi sull’”universo-bimbi” e relativa “manutenzione”. Anche perché non è facile riuscire a porre le domande al momento giusto, il bimbo cresce e le malattie incalzano. E poi, quando il medico è lì a visitare il bambino, c’è sempre il timore di non comprendere completamente.

Uno studio condotto dall’IRCSS Burlo Garofolo di Trieste, filmando gli incontri genitori-figlio con il pediatra ha scoperto che il 93% della comunicazione tra professionisti e pazienti è di tipo non verbale: posture ed espressioni del volto dicono tanto. O non dicono. Come riuscire a capirsi? 

Le visite a domicilio. Perché sono più rare di quelle di Babbo Natale? E’ un’abitudine tutta italiana, questa del medico che va a casa? In effetti in Nord Europa e negli Stati Uniti non esiste la “house call”. Certo, ci vuole una doverosa attenzione nel ricevere bambini malati nel proprio studio, rispettando gli altri pazienti, soprattutto in periodi come questo…. Ogni caso va valutato a sé: se il bimbo è un paziente problematico o il contesto familiare è sfavorevole la visita a domicilio può davvero essere utile! 

Il pediatra non deve solo curare, ma educare alla genitorialità, ovvero  deve fornire tutte le informazioni e gli strumenti per far crescere bene i bambini. Dalla promozione dell’allattamento materno alle vaccinazioni e all’alimentazione sana e non inducente sovrappeso. Le mamme devono saper come affrontare le piccole urgenze come la febbre, la tosse, il mal di pancia, compito del medico sostenerle e dar loro gli strumenti per farlo. Ha la febbre alta, devo aspettare sempre 4-5 ore prima di somministrare di nuovo l’antipiretico? Sì, perché per entrare in azione il farmaco antipiretico impiega da mezz’ora a ¾ d’ora e funziona per 3-4 ore. E’ inutile, quindi, darne un’altra dose prima. 

I genitori devono di più mettersi all’ascolto dei figli, imparando a capire segnali, sintomi, necessità. A volte delegano troppo al pediatra, forse per insicurezza, forse per ansia. Una maggiore capacità di osservazione e comprensione darebbe ai genitori un certo empowerment, il saper fare, risolvere, affrontare i piccoli problemi di percorso.

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