SMARTPHONE, TABLET E VIDEOGIOCHI. Come gestirne l’utilizzo da parte dei nostri ragazzi in un periodo in cui dopo la scuola non possono fare attività sportiva?

Da alcuni giorni e sicuramente per tutto il mese di novembre ci troviamo nuovamente in una fase difficile per i nostri ragazzi: la maggior parte delle loro attività sportive sono state fermate. Sappiamo quanto il movimento nell’età dello sviluppo faccia bene, perché contribuisce ad ammalarsi di meno e rinforza il sistema immunitario. 

Proprio in questo periodo, invece, dopo la scuola i bambini, invece di svolgere attività fisica, sono costretti a ritornare a casa, dove spesso utilizzano strumenti digitali fino all’ora di cena o comunque per una buona parte del loro tempo libero.

Giuseppe Lavenia, psicologo e psicoterapeuta, esperto di dipendenze tecnologiche e cyberbullismo, ha recentemente pubblicato un libro-guida per genitori dal titolo “Mio figlio non riesce a stare senza smartphone”. Questo libro intende far luce su un’ansia frequente delle famiglie: “nostro figlio non riesce a stare senza cellulare”. 

Le ragioni possono essere tante, tra cui l’esempio che i bambini osservano a casa. Che rapporto hanno i genitori con la tecnologia? Riescono a stare senza o a limitarne l’uso? 

In queste domande non c’è giudizio, nemmeno velato. C’è l’invito a fare chiarezza, insieme, su quanto sta succedendo o su quando potrebbe accadere. 

Il diventare genitori oggi richiede anche una complicità digitale, che bisogna conoscere. 

Che cosa stanno facendo i nostri figli online? A che cosa si stanno interessando? Che cosa gli piace di quello che osservano in rete? 

Vietare o proibire l’uso delle nuove tecnologie non serve. Serve invece comprendere, essere curiosi verso i loro stessi interessi e farsi dire cosa provano. 

Inoltre, serve sicuramente dettare dei tempi e dare loro il buon esempio. Quindi, dopo il lavoro, anche il genitore non deve accendere subito la tv o controllare i social, ma giocare con il proprio figlio, uscire a correre insieme, fare ginnastica a casa o farsi aiutare in qualche lavoretto di bricolage o semplicemente cucinare la cena insieme.

Sfruttiamo questo periodo di ritrovo “forzato” a casa, tra sospensione delle attività post scuola e smart working, per decelerare i ritmi e riscoprire anche durante la settimana il rapporto padre/madre e figlio. Sarà una piacevole scoperta…

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